Negli ultimi tre anni mi sono dedicato ai sistemi basati su modelli linguistici: motori di risposta ancorati alla conoscenza aziendale, generazione di documenti legata ai dati che la sostengono, agenti confinati a strumenti e fonti controllati. Di questi sistemi mi interessano i vincoli che li rendono verificabili — l'ancoraggio ai dati, la tracciabilità di ciò che viene generato, le invarianti che tengono la decisione finale fuori dal modello. È l'ambito in cui intendo proseguire.
Nell'azienda dove lavoro dal 2018 ho introdotto l'uso dell'AI generativa: ne ho studiato l'applicabilità e realizzato la prima integrazione in produzione, nella scrittura assistita di progetti, per la progettazione della campagna 2024/25. Gli altri sistemi sono venuti dopo: il sistema RAG a tre livelli di conoscenza, che risponde alle domande sulla documentazione aziendale, e la validazione documentale automatica dei file caricati. Le descrizioni stanno in progetti.
Gli applicativi gestionali sono vent'anni di lavoro, in quattro settori: televisione e streaming, formazione professionale, consulenza agricola e forestale, finanza agevolata in ambito vitivinicolo. Il mestiere è stato ogni volta lo stesso: analizzare un dominio le cui regole sono scritte da altri — uno standard tecnico, un capitolato d'appalto, una normativa — ricavarne un modello dati, e costruire l'applicativo che ci lavora sopra.
Questo lavoro è nato dentro quello multimediale. Dal 1999, in televisione, ero responsabile del software e delle codifiche audio-video per la titolazione, l'emissione e la gestione dei palinsesti: un archivio di contributi video con titolazione e catalogazione è un gestionale. Negli stessi anni ho fatto post-produzione audio e video, regia di dirette e applicativi web per il videostreaming; fra i clienti finali di quel periodo Ferrari, Trenitalia, Benetton, La Stampa. Da lì vengono i prodotti che ho portato avanti in proprio fra il 2007 e il 2021, fra cui un tema e un plugin WordPress pubblicati sul repository ufficiale wordpress.org.
Sono laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Padova, nel 1996, con 110/110. È la radice della sezione scritti, che è in costruzione. Faccio anche musica elettronica e nel 2004 ho fondato l'etichetta online Laverna.net: quel filone sta in musica.
Come lavoro
Vent'anni di applicativi gestionali e tre di sistemi basati su LLM sono, nella mia esperienza, lo stesso mestiere in due epoche: capire regole scritte da altri e costruire software che le rispetti. Cambia dove stanno le regole. Prima erano in una normativa o in un capitolato; oggi sono anche nei vincoli che si costruiscono attorno a un modello che, lasciato a sé, una risposta la dà comunque.
È una combinazione che si incontra di rado. Chi conosce i domini normati di solito non ingegnerizza sistemi basati su LLM; chi li ingegnerizza di solito non ha passato vent'anni a tradurre regole in modelli dati. Il lavoro che mi interessa sta dove le due cose devono stare insieme: sistemi che qualcuno userà per decidere, e che quindi devono restare verificabili anche dopo che hanno risposto.
Quattro cose che applico sempre, e che nelle pagine dei progetti si vedono in azione più che qui:
- Il modello osserva, il codice decide. L'esito e i valori economici restano fuori dalla portata del modello, calcolati in modo deterministico. È ciò che permette di rispondere alla domanda «perché questo risultato» sei mesi dopo, davanti a qualcuno che ha diritto di chiederlo.
- Prima si misura, poi si sostituisce. Un componente che già gira si cambia solo avendo davanti un numero di riferimento. Senza, il risultato si giudica guardando qualche esempio, che è esattamente ciò che si voleva smettere di fare.
- I limiti si dichiarano. Ogni scheda di progetto di questo sito finisce con quello che il sistema non fa, o fa male, o non ha ancora misurato. Un limite scritto è un rischio governato; un limite taciuto è una sorpresa in attesa di qualcuno.
- Il contesto sta accanto al codice. Contratti fra sistemi, decisioni prese e documentazione vivono nello stesso repository di ciò che descrivono e si aggiornano nello stesso intervento. Tenuti altrove restano indietro, e nessuno se ne accorge finché non serve.